L’ultima domenica

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DA GIOVEDI’ 19 FEBBRAIO A DOMENICA 1 MARZO 2015

Considerare la violenza negli stadi soltanto un fenomeno che attiene allo sport significa commettere una grave leggerezza. Il calcio è così radicato nel nostro sistema sociale che non può riguardare soltanto i tifosi o i calciofili. L’educazione ai valori dello sport è fondante dell’educazione dell’individuo, per questo su ogni tragedia sportiva bisogna che si interroghi la collettività a prescindere dal settore di competenza.
Questo spettacolo intende sensibilizzare al problema attraverso una storia familiare apparentemente normale, talmente normale che la stessa vicenda teatrale esce da sé stessa abbattendo, talvolta, il muro che separa gli attori dagli spettatori mutandosi in una sorta di teatro sociale. Quella che in gergo viene definita “quarta parete” si annulla fino a mettere tutti in strettissimo rapporto.
In un tipico esercizio brechtiano, gli attori si “straniano” dai ruoli per raccontare quasi didascalicamente l’assurdità di tutte le violenze italiane derivanti dagli eventi sportivi da Vincenzo Paparelli fino a Ciro Esposito passando per l’Heysel. Considerando che l’evidente origine dei fatti citati risale agli Anni ’70, è da li che facciamo partire il nostro racconto. Tutto ciò non è solo un caso, quelli erano gli anni di forti scontri politici (con ogni probabilità guidati dall’alto) in cui la guerriglia era quotidiana e allo stadio si poteva portare di tutto, persino armi di derivazione militare capaci di colpire uno spettatore da una curva all’altra.

Il pretesto de L’ULTIMA DOMENICA è il racconto di una famiglia media italiana la quale è sufficientemente onesta, sufficientemente credente senza essere praticante, sufficientemente disinformata e molto tifosa. Ma il padre cinquantenne, sebbene tifoso, non è mai andato allo stadio perché quarant’anni prima suo padre, resistendo alle proteste del bimbo di portarlo con sé a vedere il derby, lo ha lasciato con la promessa di condurcelo la “prossima volta”. Ma quel padre non ha mai più fatto ritorno perché rimasto vittima di un fatale incidente. Le conseguenze di questa attesa sono nefaste perché si ripercuotono sul figlio undicenne, nipote della vittima, che desidera assistere a una partita della sua stessa squadra del cuore.

Abbiamo cercato di costruire uno spettacolo di suggestioni con un fortissimo e anche godibile apporto musicale che scandisce, con un trio di musicisti, ritmi ed emozioni con composizioni originali create appositamente.

UNO SPETTACOLO ASSOLUTAMENTE PER TUTTI, ANCHE PER COLORO CHE NON SONO PER NULLA INTERESSATI ALL’UNIVERSO CALCIO.

Geppi Di Stasio

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 tutte le sere ore 21,00 –  domenica ore 18,00 – lunedì, martedì e mercoledì riposo

Orari botteghino: dal lunedì al sabato 10-13.30 / 16.00-20.00 ; domenica: 16.00-18.00.
Costo dei Biglietti:  € 26,00/ 16,00 biglietto intero – € 12,00 biglietto ridotto –
(più € 2,00 di prenotazione e prevendita)

17.2.2015
 

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