MOBY DICK…Me stesso…cerco

Dal 26 gennaio al 05 febbraio 2017

moby dick

da Herman Melville

adattamento e regia di Enrico Maria Falconi

Con  Enrico Maria Falconi, Simone Luciani, Ramona Gargano,Giuseppe Di Pilla,Stefano Grillo,Rachele Giannini,Patrizio De Paolis,Ettore Falzetti, Giorgio Conese,Roberto Fazioli, Andrea Polidori, Attilio Monti,Valerio De Negri, Francesca Genovesi, Matilda Terzino, Alessandra Pagano, Carolina De Nicolò,Virginia Morrea, Claudia Crostella, Simona Falconi,Irene Cannello,Enrico Dandolo, Riccardo Benedetti, Flavio Benedetti, Luciano Alberici, Maria Chiara Trabberi e Paola Trisolini,Valentina Leoni, Andrea Garramone, Federica Corda, Ilaria Pellicone, Riccardo Lecce, Salvo Barbera, Paolo Pirrocco, Asia Retico, Virginia Serafini, Adriana Pignatelli
All Over Gospel Choir diretti dalla M° Giovanna Ludovici
Circo Acrobatico: diretto da Marianna Gammacurta
Danzatrici: Ilaria Curti, Veronica Ligori
“Moby Dick – Me stesso. Cerco.” è la personale rilettura che Enrico Maria Falconi ha dato al celebre romanzo di Melville. Con la partecipazione di oltre 60 artisti (tra attori, ballerini, acrobati e cantanti) si darà la caccia alla Balena Bianca che, in questa lettura scenica, rappresenta la propria visione del divino. Quel “mostro” che “non si mostra” se non alla fine, attraverso un suo angelo, e che Ismael sente di avere già dentro e che ritrova nel capitano Akab e nel suo equipaggio “surreale”. La città di Nantucket, rappresentata nell’esterno del Teatro, è l’ultimo lembo di terra prima del mare. Da lì, il giovane Ismael arriva per partire. Un viaggio in cerca di se stesso. Un viaggio che necessita non di terra ferma bensì di terra mobile, ossia di Mare. Ismael percepisce così che solo nella mutevolezza dell’acqua può trovare il suo posto fermo.
Il Pequod, la baleniera su cui si imbarca Ismael, è metafora del Pianeta Terra. Una visione “illuminista” dove l’uomo crede di essere al centro di tutto e non si accorge che il Leviatano (la Balena Bianca) ha già, come creatore, ingurgitato il Pequod (e, quindi, la Terra).
Solo Akab, che fonde in sé il suo essere sia Ulisse che Caronte, sa quale è la fine ma, sebbene ne sia cosciente, non può fare a meno di condurre l’equipaggio verso una fine naturale. Tale fine è irrinunciabile in quanto lo stesso Akab non può sfuggire alla sua fame di conoscenza.
Un viaggio il cui arrivo è ancora il viaggio. In un epilogo inaspettato nella manifestazione di quello che gli uomini credono sia Dio ma, forse, è solo un suo emissario.

Tutte le sere ore 21,00 –  domenica ore 18,00 – lunedì, martedì e mercoledì riposo

Orari botteghino: dal lunedì al sabato 10-13.30 / 16.00-20.00 ; domenica: 16.00-18.00.
Costo dei Biglietti: intero € 28 -/ € 16,00 – ridotto € 13,00
(più € 2,00 di prenotazione e prevendita)

14.9.2016
 

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