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CAPODANNO 2015

RUMORI FUORI SCENA DAL 30 DICEMBRE AL 31 GENNAIO 2015

Fuori Cartellone:

dal 26 al 28 Settembre 2014

Memorie di un Tanguero fb banner

Memorie di un Tanguero

di Fabiana Fusaro

Sabato 25 aprile ore 16 “Pinocchio”

Cartellone 2014-2015

DAL 19 AL 28 DICEMBRE 2014

Milano non esiste

Una commedia su quell’umile Italia popolare che ancora odora di pelle, di lavoro, di rabbia, di vino, di sudore e di carne. Un’Italia vera, senza maquillage. Il protagonista dello spettacolo è un operaio calabrese che vive a Milano da 40 anni. È sposato con una donna milanese e ha cinque figli. Mancano pochi anni al pensionamento, e finalmente il suo sogno può realizzarsi: tornare nel paese calabrese dov’è nato, godere della luce del Sud, passare le giornate a guardare il mare. Nel frattempo, però, nella sua fabbrica si muore, Milano appare sempre più incomprensibile nel suo orrore sociale e urbanistico e “la peste” della modernità sembra aver tramortito ogni forma di fraternità. Lentamente si avvicina il giorno del ritorno, ma l’operaio calabrese non ha fatto i conti con i figli, che di andare a vivere in Calabria non ne vogliono sapere. Da quel momento in poi l’operaio è ogni giorno di più afflitto da una cocciuta mania ossessiva (il paese del Sud come paradiso, la città del Nord come inferno), tanto da rischiare la psicosi paranoide. Chiunque tra i famigliari prova a fargli capire che tornare in Calabria con sei figli grandi è impossibile diviene ai suoi occhi un nemico. Ma il suo progetto non subisce ripensamenti, e infatti alla fine riuscirà a tornare nel suo Eden calabrese, dove riabbraccerà la Casa, il mare, gli odori, la lingua, la pace, a costo, però, di una estrema e autistica solitudine.

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DAL 16 OTTOBRE AL 16 NOVEMBRE 2014

novecento

di Alessandro Baricco Regia Pablo Maximo Taddei con Flavio De Paola    Danny Boodman T.D. Lemon Novecento Ancora neonato, viene abbandonato nel transatlantico Virginian, dove lo trova, per caso, Danny Boodman, un marinaio di colore che decide di adottarlo e fargli da padre. Il bambino, all’età di otto anni, rimarrà orfano perché D. Booodman morirà in seguito a una ferita riportata durante una tempesta. Il ragazzo scompare misteriosamente.Passano alcuni giorni quando ricompare e incomincia a suonare il pianoforte. Sarà proprio questo strumento che segnerà tutta la sua vita.Incontra, in età matura, il narratore Tim Tooney, anche lui musicista, che viene assunto come trombettista sul Virginian.  Inizia, tra i due, una grande amicizia che non finirà, anche quando il narratore deciderà di cambiare vita e abbandonare la nave.Il suo amico, trombettista, racconterà la storia Danny Boodman T.D. Lemon Novecento con un sentimento di stupefazione e di ammirazione. Per il narratore, Novecento non è solo due mani sul pianoforte, non è solo uno che sa toccare con maestria dei tasti bianchi e neri…non è solo questo. E’ molto di più.  Le sue mani sanno materializzare misteri, nostalgie, lacrime e sorrisi…Galleggiando, con il suo pianoforte, sul complice deserto dell’oceano…compie vere e proprie gesta con il suo jazz. Lo fa pe i passeggeri del piroscafo: offre, in un vassoio pieno d’incanto, la musica. Questa è la sua passione. Dal jazz e del suo piroscafo non si allontanerà. Non troverà mai la forza di allontanarsi da quell’isola di ferro sospesa sull’acqua… O, forse, la forza, la sua forza sta proprio, nel scegliere di restare, pur sapendo che di lì a poco il Virginian sarà affondato… Comunque, decide di non scendere. Quella nave   ha custodito i suoi sogni, le sue speranze… Non può abbandonarla. Là, sulla riva, c’è una vita che non gli appartiene. Amare, crearsi delle radici, non gli interessa. Sopraffatto dall’idea che lì fuori c’è un mondo indefinito. Perciò decide di restare ed esplodere con il Virginian. Il monologo sarà ospitato in una scena “altrove” … un groviglio oscuro, nebbioso dove il racconto del trombettista-narratore, magicamente, lo accenderà e lo animerà rendendolo vitale e misterioso.  Voci, musica e luci saranno i complici di queste magie. L’attore Flavio De Paola interpreterà questa piéce utilizzando la tecnica degli “Psicosuoni” di Pablo Maximo Taddei.

DAL 20 AL 30 novembre 2014

Accadde una notte…che il diavolo arrivò con i tacchi a spillo

di Pablo Maximo Taddei

Questa commedia, dal titolo sibillino, tratta la storia di un esorcismo “mancato”. E’ ambientata in una tranquilla parrocchia di un qualunque quartiere metropolitano. I personaggi che si susseguono, in questa vicenda, sono  particolari, un po’ grotteschi con profili psicologici curiosi, ma soprattutto divertenti: queste  figure ribaltano continuamente le situazioni e i concetti,  trascinando lo spettatore in paradossi e no sense esilaranti. Il mistero, il sogno, l’horror,  mescolato alla comicità, creano una chimica singolare e di gran effetto. Il filo conduttore di questa  pièce teatrale è l’invasamento demoniaco presagito dal sogno di una delle protagoniste della commedia. I personaggi che, volta per volta,  incontrerà gli riveleranno la sublime ironia del mistero: in un modo avvolte grottesco-comico, altre volte tragicomico. Quindi sempre  divertente. “Accadde una notte…che il diavolo arrivò con i tacchi a spillo” ci porterà,  allegramente,  nel luogo onirico,  dove le paure recondite, che ci accompagnano sin dall’infanzia, verranno alla luce in un gioco di chiaroscuri e suggestioni penetranti.  Il tentativo teatrale è di coniugare  horror e comicità. In questo lavoro vengono utilizzate tecnologie ed effetti scenici che daranno allo spettatore la sensazione di essere dentro un “giostra” dove suoni,  apparizioni e presenze…saranno le vertigini dello spettacolo.  Un’opera che  scatena risate ma ossigena anche i pensieri.

Gli interpreti useranno la tecnica degli psicosuoni.

Dal 19 al 28 dicembre 2014

Un diavolo per capello

di Cinzia Berni e Roberto Marafante regia di Roberto Marafante con Cinzia Berni, Maria Lauria, Marilena Frasca, Pascal Persiano, Francesca Ceci, Davide Clivio Nel salone di bellezza Un diavolo per capello si incrociano le storie di tre clienti, dell’estetista e del suo bellissimo fidanzato. El diable, affascinante parrucchiere alla moda, ne è il proprietario. Nella saletta vip, dove vengono “trasformate” le nostre protagoniste, icone delle donne di oggi, si consumano amori e tradimenti, storie di vita, di pettegolezzi, ma anche piccole e grandi tragedie. In questo microcosmo raffinato e patinato, superficiale e crudele, dove i valori riconosciuti sono la bellezza, il denaro, il potere,si riflette, come in uno specchio, la società attuale.I destini dei nostri personaggi, tra uno shampoo e una messa in piega, si intrecciano creando situazioni comiche e momenti di intimità,dimostrando che la realtà quotidiana ci riserva sempre sorprese imprevedibili e divertenti.

DAL 31 dicembre 2014 AL 31 gennaio 2015

Rumori fuori Scena

di Michael Frayn regia Flavio De Paola In scena le disavventure di una sgangherata compagnia teatrale impegnata nell’allestimento di una commedia..Tutto ruota attorno ad una casa di campagna, dove convergono le vicende dei personaggi: la signora Clakett, la governante che cerca di godersi una serata davanti il televisore dei proprietari..l’agente immobiliare che utilizza la casa per una scappatella amorosa , l’improvviso rientro dei padroni di casa, ed infine un ladro e uno sceicco che la vuole comprare. Alle complicate entrate e uscite continue dei personaggi, si sommano i problemi dietro le quinte che si riflettono sulla rappresentazione della commedia, con esiti tanto disastrosi quanto esilaranti.

Recensioni spettacolo:

di Miriam De Vita “Le Fil noir”

di Leonardo Rossi “Giornale dell’Umbria”

DAL 12 AL 15 febbraio 2015

DISGUIDO

Illusion Opera

“Lui è una sorta di Charlie Chaplin poetico e pasticcione. Lei un’eterea danzatrice che gli ha rapito il cuore, sul palco e nella vita. Assieme sono i Disguido, un duo sui generis che fonde la magia con il cabaret, l’illusionismo con l’arte del mimo.” (Il Giornale) Una I, una O e un magico puntino rosso: è lo spettacolo del duo Disguido, una parentesi tonda in un mondo quadrato. Immaginate uno show di magia, conditelo di surrealtà, poesia e comicità: starete assistendo a uno spettacolo dei DISGUIDO. Un Duo 50&50 dove lei non è “l’assistente del mago”, ma parte attiva, creativa e integrante della coppia artistica. 10 capitoli compongono un originale varietà, una successione di sketch, un susseguirsi di visual comedy, Magia, illusioni e trasformismo. Tra molteplici allegorie e metafore, Illusion Opera crea quadri vicini all’immaginario collettivo e al meraviglioso mondo del cinema, raccontando la storia dell’uomo e dell’eterno bambino che è in lui; esprimendo la necessità di ogni individuo di giocare per sempre, perché la vita stessa è un gioco. A fare da collante fra un capitolo e l’altro è un puntino rosso, un segno onnipresente nello spettacolo. Questa macchia rossa, come il naso di un clown, è il fil rouge che rigenera gli eventi sul palco, come la risata del pubblico in sala.

Vi ricordiamo che i Disguido sono stati di recente al teatro Vittoria di Roma con “IO Illusion Opera” di cui hanno scritto:

Dal 19 febbraio al 01 marzo 2015

L’ultima domenica

Per spiegare la passione per il calcio bisognerebbe scomodare un antropologo. Come passione è talmente forte che troppo spesso degenera in violenza omicida. L’ULTIMA DOMENICA è uno spettacolo di suggestioni emotive con musiche suonate dal vivo che racconta di una passione per il calcio dolorosa e non consumata appieno attraverso un rapporto padre/figlio. Un modo poetico di condannare ogni forma di violenza, specie se associata allo sport che deve solo essere festa.

Dal 05 al 22 marzo 2015

Finale di Partita

di Samuel beckett Regia Leonardo Cinieri Lombroso L’atto unico vede protagonista Hamm, un vecchio e ricco signore giunto al termine della sua esistenza. È lui il pezzo del re in questo finale di partita, continuamente messo sotto scacco dagli altri personaggi, primo tra tutti Clov, il suo servitore. Il botta e risposta incalzante tra questi due personaggi, che costituisce l’ordito più evidente della trama del testo, sembra veramente un alternarsi di mossa e contromossa. Lo stesso Beckett, durante le prove dello spettacolo allo Schiller Theater di Berlino, spiegò: “Hamm è il re in questa partita a scacchi persa fin dall’inizio. Nel finale fa delle mosse senza senso che soltanto un cattivo giocatore farebbe. Un bravo giocatore avrebbe già rinunciato da tempo. Sta soltanto cercando di rinviare la fine inevitabile“. Finale di Partita si svolge in uno scenario che oggi verrebbe definito post-atomico. Tutto lascia presagire che sia avvenuta una catastrofe che ha cancellato quasi ogni traccia di vita sulla Terra. Hamm, Clov e i due genitori di Hamm sono gli unici superstiti che ci è dato di vedere e che trascorrono i loro ultimi giorni, ormai senza speranza, in quella che sembra essere la sala principale del palazzo di Hamm. Hamm, cieco e paralizzato sulla sua sedia a rotelle, continua a tormentare Clov dandogli ordini assurdi e poi ritrattandoli in continuazione. Ma anche Clov (l’esatto opposto di Hamm: ci vede ma non può piegare le gambe per sedersi) tormenta a suo modo Hamm, con il suo alternare la minaccia di abbandonarlo al suo ostentare obbedienza. I genitori di Hamm (la madre Nell e il padre Nagg) sono invece ridotti a tronchi umani e vegetano all’interno di due bidoni della spazzatura.

Recensioni:

Leonardo Rossi , “il giornale dell’Umbria”

Alessandro Alfieri, “Teatro.persinsala.it” 

Stefano Cangiano, “Urloweb.com”

Antonio Maz, “il Gufetto.it”

Dal 26 al 29 marzo 2015

Gatte in Amore

di Cinzia Berni Due donne di 40 anni trovandosi sole in agosto, decidono di andare insieme in vacanza. La scelta è un’isola selvaggia e deserta che si rivela, invece, invasa da turisti. Le due devono quindi adattarsi nell’unica brutta stanza disponibile. Ma il peggio è quando si accorgono che nella stanza c’è  già un inquilino…che scoprono essere un uomo. I  tentativi di dividere la stanza erigendo improbabili barriere con i comodini e gli armadi, decadono quando entra in scena un ragazzo di bellezza spettacolare. La convivenza forzata è lo spunto d’innumerevoli situazioni comiche, ma tra gag e battute divertenti, anche la possibilità di raccontare il vissuto delle due donne, molto diverse tra loro, in lotta per la conquista del maschio.

Dal 02 al 11 aprile 2015

I LIEDER DI SCHUMANN

Care presenze, allegri fantasmi. Due coppie rivivono l’intreccio delle loro storie d’amore. Basta l’ascolto de “I Lieder di Schumann” a far partire il racconto del matrimonio di un pianista Edoardo (eterno bambino), nel suo momento di “fama” e della sua compagna Carla. Una coppietta modello, se non ci fossero problemi di talamo: preso dal suo narcisismo d’artista, lui tende a defilarsi. A riscaldare l’atmosfera provvede l’altra coppia non ancora coniugata. Una cena galeotta rivissuta più volte dai punti di vista degli interpreti al fine di capire “se, dove e quando” è scattata la scintilla di quelle “affinità elettive” che fanno diventare un incontro… “L’incontro”. Reciproche attrazioni galeotte, lei si chiama Ottilia e fa la cantante lirica, e con il pianista va subito per prati. Da parte sua il fidanzato, il Professore di lettere, imbranatissimo, si innamora, non ricambiato, della moglie del rivale. Il nucleo della vicenda procede per salti temporali, con un continuo alternarsi tra il passato narrato e il presente della narrazione ma soprattutto con una sovrapposizione di ruoli e di codici, con finale a sorpresa. È una commedia che parla della perdita dell’amore e del suo ritrovamento. Due coppie, apparentemente felici, che scoprono invece la crisi del loro rapporto e l’affievolirsi del desiderio; il loro incontro rivitalizzerà sentimenti che sembravano sopiti. Una cena galeotta darà inizio ad una girandola di tradimenti veri o solo desiderati, che porteranno le due coppie sull’orlo dello sgretolamento, ma allo stesso tempo riallaccerà i legami, rendendoli più forti, rinnovati. Con questo testo Giancarlo Loffarelli ha ricevuto il premio quale miglior autore alla Terza Rassegna Nazionale di Drammaturgia emergente organizzata dall’Associazione Culturale Marte 2010 presso il Teatro Tordinona (Roma, marzo 1999 Presidente di Giuria Aldo Nicolaj) il Premio Fondi La Pastora di Teatro “Giovani Protagonisti” (Terracina 1999) e una menzione speciale a Napoli drammaturgia in Festival (Napoli, giugno 2001, Presidente Giuria Manlio Santarelli).

GLI INTERPRETI
Massimiliano Buzzanca (Edoardo)
Nadia Bengala (Ottilia)
Claudia Salvatore (Carla)
Enrico Franchi (Il Professore)
REGIA – Francesco Piotti

Dal 16 al 19 aprile 2015

Una Bugia tira l’altra

scritto e diretto Luigi Russo Con Gianni Ferreri, Nathalie Caldonazzo, Nicola Canonico, Annalisa Favetti, Cecilia Taddei

Chi di noi non ha mai detto una bugia? È ciò che accade ai protagonisti della nostra storia: Giorgio presta volentieri la sua casa al caro amico Roberto ogni mercoledì pomeriggio, per farlo incontrare con l’amante, Jessica, così lui può incontrarsi in segreto e indisturbato con la moglie di Roberto, Elena. Arriva in anticipo, a rompere le uova nel paniere, la moglie di Giorgio, Barbara, che viaggia continuamente per affari. Inizia così una serie di scuse, bugie ed equivoci esilaranti, che condurranno i nostri personaggi a delle situazioni di vita sempre più complicate da gestire, che montano attimo dopo attimo fino all’inevitabile conclusione. Nella vita solo ciò che non si fa non si saprà mai. Mi raccomando: Non dite bugie!

Dal 24 aprile al 16 maggio 2015

Oltre la soglia del pulito

di Elisa D’Alterio Regia Flavio De Paola Berlino, 1971. La città ormai vive da quasi dieci anni una terribile separazione interna, realizzata dalla costruzione del muro che il governo della DDR ha innalzato per impedire ai residenti della parte Est di transitare nella parte Ovest, disgiungendo intere famiglie, limitando le libertà personali, sparando ai fuggitivi. Sulla frontiera Est sorge “Oltre la soglia del pulito”, una vecchia lavanderia gestita da un misterioso personaggio, Armin, e frequentata da uno stravagante gruppo di persone: Patrick, un amico di vecchia data dai modi goffi e sopra le righe; Bernadeth, una signora filoamericana, profondamente sofferente per il distacco dall’amata figlia; Grigory, una guardia sovietica coinvolta in loschi giri; Ingo, un ambiguo frequentatore della lavanderia, presente tutti i giorni e alla stessa ora; Tamara, una insopportabile concorrente, proprietaria di un’altra lavanderia poco distante. La vita ad “Oltre la soglia del pulito” procede secondo strani rituali ed è scandita dall’arrivo di gente sempre nuova e curiosa. Angela è una trentenne disillusa dall’amore, dalla carriera, dalla vita. La donna non sa, tuttavia, che varcando la soglia del pulito la sua sorte è destinata a cambiare. Assunta nella lavanderia, Angela è chiamata a svolgere ogni tipo di mansione, nel continuo via-vai di persone e nel rigoroso rispetto degli irragionevoli divieti imposti da Armin. Fino a quando un giorno la situazione sembra precipitare, sospinta da un incomprensibile mistero. “Oltre la soglia del pulito” è un luogo avvolto da innumerevoli incognite: che rapporto c’è tra Armin e Patrick? Da dove arriva Ingo? Perché Bernadeth frequenta assiduamente la lavanderia? E cosa nasconde Grigory? E perché Tamara è sempre tanto inquieta? In un luogo così può nascondersi e succedere di tutto, perfino una violenta esplosione. Venti anni dopo tutto è cambiato. E’ cambiata Berlino, sono invecchiati i personaggi, la soglia del pulito non esiste più. Una volta svanita la frontiera è svanito anche il desiderio di oltrepassarla, quella inesauribile voglia di andare avanti, senza la quale qualunque soglia si trasforma in una barriera che costringe alla grigia sporcizia della rassegnazione. “Oltre la soglia del pulito” era il luogo dei sogni, della speranze, della vita; un posto fuori dal tempo e fuori dallo spazio, una fervida condizione esistenziale dentro l’imbrunire della società civile. Commedia in due atti dai toni vivaci e brillanti, “Oltre la soglia del pulito” si inserisce in un originale filone di opere (“Quando parla il silenzio”, 2008; “La ville de faim”, 2010) dalla forma comica e dalla trama intricata, con esiti sempre inaspettati. Dietro ai riflessi variopinti di ogni storia si nasconde un significato più profondo, segnato dall’inesorabile intreccio degli eventi e custodito, come in uno scrigno, nel cuore dei suoi personaggi. Spetta al pubblico coglierne l’essenza, innalzando lo spirito dal sottile strato della realtà. Una sfida a cui vale sempre la pena partecipare … e “Oltre la soglia del pulito” ne è la perfetta occasione.

Dal 22 al 23 maggio 2015

Sirene Confuse

Sirene Confuse è un viaggio attraverso un acquario oceanico popolato da donne , personaggi al femminile osservati dallo sguardo attento ma confuso dagli occhi , l’anima e la penna musicale di Attilio Fontana e Franco Ventura con delle incursioni autoriali da Dalla a De Andrè rivisitate e che narrano questi esseri bellissimi immersi nel loro confusionario galleggiare, a fare da viaggiatrice al femminile l’attrice trasformista di “Sirene metropolitane e perse nel tempo” Siddharta Prestinari che narrerà questo abitare l’acquario con forza confusione , fragilità e portandoci negli spazi più intimi di queste fragili e fortissime creature capaci di disegnare il mondo , attraversando età , continenti diversi e sfiorando icone appartenute alla storia che ci raccontano dai loro più intimi luoghi questa esistenza fragile.A volte manipolando e altre dipingendo di un rosa mai bidimensionale si susseguono dei ritratti che hanno come specchio delle canzoni che fotografano e raccontano questo dolce naufragare sulla terra di bellissimi ed eterei esseri incantevoli e folli.